LA DESTRA RADICALE LIGURE E' IN CRISI, MA SOLO PER FINTA
La prima, con richiamo in seconda, delle pagine genovesi di Repubblica di domenica venti agosto riporta un lungo articolo, a firma Erica Manna, dal titolo: «Migranti, la destra si spacca».
Si tratta di una divergenza di opinioni tra Francesca Fassio, assessora alla Casa del Comune di Genova, e Marco Scajola – nipote di quel Claudio passato alla storia come il “ministro a sua insaputa” – circa l’affidamento dei lavori di ristrutturazione di alcune case popolari attualmente inagibili.
Secondo la presidente di un’associazione che si occupa di diritti dei disabili, l’idea che sia un gruppo di migranti a svolgere questa mansione appare la migliore «perché permetterebbe a chi arriva di svolgere un servizio utile e di imparare un lavoro».
Secondo lo Scajola, invece, per quei lavori – che interessano, occorre dirlo, soltanto i civici venti e quarantanove di via Novella, al quartiere Cep, sulle alture della delegazione di Prà – è «meglio far lavorare le ditte liguri in crisi».
Non è intenzione di chi scrive polemizzare con quella sottile vena di razzismo che sgorga dalle parole della politicante genovese: trovo indecente che la “signora” si permetta di insultare le “persone in cammino” facendo intendere che non siano capaci di fare alcunché; invece trovo scandalosa la replica del suo omologo regionale.
Si badi bene: non perché sia sbagliato, in linea di principio, favorire le imprese locali in crisi, e nemmeno perché possa esserci il sospetto che poi i lavori vengano assegnati ad “amici degli amici”, ma perché la destra radicale ligure vuole semplicemente continuare a mettere gli uni contro gli altri i lavoratori italiani e quelli stranieri, in modo da poter meglio svolgere la sua schifosa propaganda.
Genova, 27 agosto 2017
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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